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Ogni mattino Bod fa colazione con le buone cose che prepara la signora Owens. Poi va a scuola e ascolta le lezioni della signorina Lupescu. E il pomeriggio passa il tempo con Liza, sua compagna di giochi. Bod sarebbe un bambino normale. Se non fosse che Liza è una strega sepolta in un terreno sconsacrato. La signorina Lupescu una belva dai canini affilati. E la signora Owens è morta secoli fa.
Bod era ancora in fasce quando è scampato all'omicidio della sua famiglia gattonando fino al cimitero sopra la collina, dove i morti l'hanno accolto e adottato per proteggerlo dai suoi assassini. Da allora è Nobody, e grazie a un dono della Signora sul cavallo grigio sa comunicare con i morti. Dietro le porte del cimitero nessuno può fargli del mae. Ma Bod è un vivo, e il richiamo del mondo oltre il cancello è forte. Un mondo in cui conoscerà l'amicizia dei suoi simili, ma anche l'impazienza di un coltello che lo aspetta da quattordici lunghissimi anni...
Tra il romanzo classico e la fiaba dark, una storia magica e affascinante come solo Gaiman poteva immaginarla.



Postato da: eka / lunedì, 09 novembre 2009/ 10:15
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Chiedo scusa per l'ennesima volta, per aver abbandonato il blog! Me ne pento amaramente ma in questo ultimo anno ho avuto troppe cose da fare.. troppi progetti.. troppi impegni e mi sono dimenticata della mia passione più grande. Non che io abbia smesso di leggere.. solamente ho diminuito un po' drasticamente! Ma ora torno.. più carica di prima con mille nuovi progetti perchè leggere è la cosa che mi da più soddisfazioni nella vita!

Postato da: eka / mercoledì, 28 ottobre 2009/ 21:23
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Estate 1941: nelle campagne della Bielorussia, i genitori dei tre fratelli Bielski vengono brutalmente uccisi dai nazisti. Tuvia, Zus e Asael fuggono nei boschi vicino a casa, e qui il loro sconforto si muta in determinazione: salveranno quanti più ebrei sarà possibile. Creeranno per loro un rifugio nella foresta, li aiuteranno a fuggire dai ghetti e dagli orrori dell'olocausto. Così prende forma una comunità sempre più numerosa. Gli uomini vengono armati e utilizzati per la ricerca del cibo e le azioni di guerriglia; donne e anziani organizzano la vita nel campo. Vengono costruite capanne, nascono una scuola, una sinagoga, molte botteghe e un teatro. La vita sembra quasi tornata alla normalità, e nemmeno i nazisti riescono a impedirlo. Prove di coraggio, umane debolezze, diplomazia e sopportazione segnano la battaglia degli 'ebrei della foresta' fino al luglio 1944, quando, con i tedeschi in ritirata, i Bielski dichiarano compiuta la loro impresa: dalla foresta bielorussa riemergono sane e salve milleduecento persone. A poco a poco, la natura cancella le tracce del villaggio, e il tempo quelle del ricordo. Soltanto oggi, grazie al racconto avvincente e documentato di Peter Duffy, i fratelli Bielski riprendono il loro meritato posto nella Storia.



Postato da: eka / sabato, 31 gennaio 2009/ 16:40
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Manhattan, sabato sera, un locale punk. Nick, che ha appena finito di suonare con il suo gruppo, chiede a una sconosciuta di essere la sua ragazza per cinque minuti. Le chiede solo cinque minuti e un bacio. Quanto basta per farsi vedere dalla sua ex che incede sicura nel locale con il nuovo ragazzo. Ma anche quanto basta per precipitare con Norah in una notte lunghissima. Vagando in una New York piovosa e sfavillante di luci, tra tassisti scontrosi, buttafuori vestiti da conigliette, ingombranti ex fidanzati, un giubbotto che si chiama Salvatore e una vecchia auto di nome Jessie, Nick e Norah vivranno una notte indimenticabile, al ritmo di una colonna sonora fatta di clacson, cellulari squillanti e canzoni...



Postato da: eka / sabato, 31 gennaio 2009/ 16:36
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Malfrosto venne sempre più vicino, si fermò infine davanti al cratto, si chinò su di lui e l'osservò, a lungo e spietatamente. Il vento gli faceva fremere l'ossuto collare e gli occhi scintillarono di scoperta e maligna soddisfazione di fronte alle evidenti sofferenze d'una creatura in procinto di tirare il calzino. Il puzzo di ammoniaca ed etere, di zolfo e petrolio, di acido prussico ed essenza cadaverica penetrò come un fascio d'aghi affilati nel sensibile nasino di Eco, ma lui non si spostò d'un dito. "Mi fa la carità, signor accalappiastreghe municipale?" gnaulò miserevolmente. "Ho una fame tremenda". Lo sguardo di Malfrosto s'accese di lampi ancor più demoniaci, e un largo ghigno gli comparve sulla facciaccia pallida. Sfoderò l'indice lungo e secco per solleticare le costole sporgenti di Eco. "Sai parlare?" domandò. "Dunque non sei un gatto qualunque, ma un crattino. Uno degli ultimi esemplari della tua specie". Gli occhi di Malfrosto si strinsero quasi impercettibilmente. "Che ne diresti di vendermi il tuo grasso?"



Postato da: eka / sabato, 31 gennaio 2009/ 16:31
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Mi sono follemente innamorata di Anobii e in questi giorni non faccio altro che aggiornare la mia libreria online e cercare nuovi interessanti libri su questo spettacolare social network! In pratica ci si crea la propria libreria virtuale, la propria lista dei desideri (per i libri logicamente!!) e ci si può iscrivere ad un sacco di gruppi di lettura o dedicati a diversi argomenti che sono realmente interessanti! Se vi può interessare fateci un salto su www.anobii.com

Qui potrete visitare anche la mia libreria www.anobii.com/biblioteka

Un bacione e a presto...



Postato da: eka / giovedì, 22 gennaio 2009/ 22:05
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Parigi, rue de Grenelle numero 7. Un elegante palazzo abitato da famiglie dell'alta borghesia. Ci vivono ministri, burocrati, maìtres a penser della cultura culinaria. Dalla sua guardiola assiste allo scorrere di questa vita di lussuosa vacuità la portinaia Renée, che appare in tutto e per tutto conforme all'idea stessa della portinaia: grassa, sciatta, scorbutica e teledipendente. Niente di strano, dunque. Tranne il fatto che, all'insaputa di tutti, Renée è una coltissima autodidatta che adora l'arte, la filosofia, la musica, la cultura giapponese. Cita Marx, Proust, Kant... dal punto di vista intellettuale è in grado di farsi beffe dei suoi ricchi e boriosi padroni. Ma tutti nel palazzo ignorano le sue raffinate conoscenze, che lei si cura di tenere rigorosamente nascoste, dissimulandole con umorismo sornione. Poi c'è Paloma, la figlia di un ministro ottuso; dodicenne geniale, brillante e fin troppo lucida che, stanca di vivere, ha deciso di farla finita (il 16 giugno, giorno del suo tredicesimo compleanno). Fino ad allora continuerà a fingere di essere una ragazzina mediocre e imbevuta di sottocultura adolescenziale come tutte le altre, segretamente osservando con sguardo critico e severo l'ambiente che la circonda. Due personaggi in incognito, quindi, diversi eppure accomunati dallo sguardo ironicamente disincantato, che ignari l'uno dell'impostura dell'altro, si incontreranno solo grazie all'arrivo di monsieur Ozu, un ricco giapponese, il solo che saprà smascherare Renée.



Postato da: eka / giovedì, 01 gennaio 2009/ 22:25
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Sono passati molti anni da quando Harriet, nipote prediletta del potente industriale Henrik Vanger, è scomparsa senza lasciare traccia. Da allora, ogni anno l'invio di un dono anonimo riapre la vicenda, un rito che si ripete puntuale e risveglia l'inquietudine di un enigma mai risolto. Ormai molto vecchio, Henrik Vanger decide di tentare per l'ultima volta di fare luce sul mistero che ha segnato tutta la sua vita. L'incarico di cercare la verità è affidato a Mikael Blomkvist: quarantenne di gran fascino, Blomkvist è il giornalista di successo che guida la rivista "Millennium", specializzata in reportage di denuncia sulla corruzione e gli affari loschi del mondo imprenditoriale. Sulle coste del Mar Baltico, con l'aiuto di Lisbeth Salander, giovane e abilissima hacker, indimenticabile protagonista femminile al suo fianco ribelle e inquieta, Blomkvist indaga a fondo la storia della famiglia Vanger. E più scava, più le scoperte sono spaventose. Accolto al suo esordio come una rivelazione, Stieg Larsson ha scritto un thriller che emoziona e insieme un romanzo che, al di là dell'indagine serrata e dei colpi di scena, contiene un messaggio sul nostro tempo. Un giallo che all'azione e al dramma combina una storia molto umana e tragicamente moderna.



Postato da: eka / giovedì, 01 gennaio 2009/ 22:22
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Mi chiamo Hurbinek. Sono nato ad Auschwitz il 5 marzo 1942 e sono morto il 3 marzo 1945, a meno di tre anni. Questa è la mia storia. Nessuno sa se sono russo, polacco o ungherese. Nessuno si ricorda della mia mamma, rinchiusa in una baracca con altre donne destinate alla camera a gas per la sola colpa di essere ebree. Sono stato chiamato Hurbinek da un operaio quindicenne, il mio unico amico, che si è preso cura di me fino alla mia morte. Ho le gambe atrofizzate, forse perché mi hanno slogato le anche quando mi hanno buttato nella neve come un rifiuto sperando che morissi, o forse perché sono stato vittima degli assurdi esperimenti scientifici del dottor Mengele, l'Angelo della Morte che si divertiva a torturare noi piccoli deportati in nome del suo folle sogno di gloria. Nessuno sa quando mi hanno tatuato sul braccio quei numeri crudeli, simbolo eterno delle barbarie naziste. Solo Primo Levi ha voluto ricordarmi nelle pagine de "La Tregua". E ora, finalmente, un altro autore ha voluto scrivere un libro interamente dedicato a me, protagonista inesistente, immaginando la mia vita mai vissuta, la vita che avrei potuto avere se non fossi stato stroncato dall'atrocità degli uomini.



Postato da: eka / giovedì, 01 gennaio 2009/ 22:18
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L'impareggiabile Lucia è l'indiscussa e carismatica regina di Riseholme, nella provincia annoiata e fuori tempo dell'Inghilterra degli anni Venti. Ogni giorno Lucia suona il piano, invita per il tè la sua corte fedele; così fino a quando un'incredibile eredità sembra cambiare per sempre la sua vita: Lucia abbandona Riseholme e si stabilisce nel quartiere più escluivo di Londra. Da qui inizia la sua scalata alla Gloria, tra contesse, principi e artisti sbruffoni, fino a diventare, finalmente, la beniamina dell'aristocrazia londinese... o almeno così crede lei. Con il suo esilarante conformismo, Lucia attraversa una società in trasformazione, ne incarna le contraddizioni e il ridicolo, l'inutile dignità; ma a ben vedere, questo conformismo è forse l'indispensabile orpello al nuovo e dinamico modello femminile nato in quegli anni. Divertente, lucido, a tratti impietoso: "Lucia a Londra" ci rivela un grande scrittore e segna l'apoteosi della più irresistibile eroina comica del secolo.



Postato da: eka / giovedì, 01 gennaio 2009/ 22:16
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"Madame Bovary", apparso a puntate sulla "Revue de Paris" nel 1856 e integralmente un anno dopo, incontrò subito un grande successo di pubblico - dovuto anche al clamore del processo a cui il suo autore, incriminato per oltraggio alla morale e alla religione, fu sottoposto -, imponendosi all'attenzione della critica come il capolavoro assoluto del romanzo moderno. Incentrato sulla superba figura di Emma Bovary - donna inquieta, insoddisfatta, simbolo di un'insanabile frustrazione sentimentale e sociale - e giocato su un antiromanticismo ideologico e formale di fondo, "Madame Bovary" come ha scritto Vladimir Nabokov, "dal punto di vista stilistico è prosa che fa ciò che si suppone faccia la poesia. Senza Flaubert non ci sarebbe stato un Marcel Proust in Francia, né un James Joyce in Irlanda. In Russia, Cechov non sarebbe stato Cechov".



Postato da: eka / giovedì, 01 gennaio 2009/ 22:13
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Nella tumultuosa Barcellona degli anni Venti, il giovane David Martin cova un sogno, inconfessabile quanto universale: diventare uno scrittore. Quando la sorte inaspettatamente gli offre l'occasione di pubblicare un suo racconto, il successo comincia infine ad arridergli. È proprio da quel momento tuttavia che la sua vita inizierà a porgli interrogativi ai quali non ha immediata risposta, esponendolo come mai prima di allora a imprevedibili azzardi e travolgenti passioni, crimini efferati e sentimenti assoluti, lungo le strade di una Barcellona ora familiare, più spesso sconosciuta e inquietante, dai cui angoli fanno capolino luoghi e personaggi che i lettori de "L'ombra del vento" hanno già imparato ad amare. Quando David si deciderà infine ad accettare la proposta di un misterioso editore - scrivere un'opera immane e rivoluzionaria, destinata a cambiare le sorti dell'umanità -, non si renderà conto che, al compimento di una simile impresa, ad attenderlo non ci saranno soltanto onore e gloria...
Con uno stile scintillante e grande sapienza narrativa, Zafón torna a guidarci tra i misteri del Cimitero dei Libri Dimenticati, regalandoci una storia in cui l'inesausta passione per i libri, la potenza dell'amore e la forza dell'amicizia si intrecciano ancora una volta in un connubio irresistibile.



Postato da: eka / giovedì, 01 gennaio 2009/ 22:06
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Sono stata via per un bel po'!! A dire la verità è passato quasi un anno.. ma ho le mie buone ragioni!! Innanzitutto ho abbandonato il mio vecchio pc per un portatile.. molto più comodo e il più grosso sbaglio è stato non annotarmi per bene tutte le mie password! Secondo motivo, ben più importante.. sono leggermente impegnata ad organizzare il mio matrimonio e a sistemare la mia futura casa!! Non vedo l'ora!! Beh a dire la verità manca pochissimo.. segnatevi questa data 25 Giugno 2008!!

Spero di poter riprendere al più presto con il mio blog! Perchè mi mancate da morire..voi e logicamente anche tutti i miei libri!!

Un bacione



Postato da: eka / martedì, 20 maggio 2008/ 20:01
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Margaret Lea è una giovane libraia antiquaria che negli anni trascorsi con il padre tra pagine immortali e volumi sepolti dall'oblio, ha coltivato una quieta passione per le biografie letterarie in cui di tanto in tanto si cimenta. La sua prevedibile esistenza viene sconvolta un giorno da una lettera tanto enigmatica quanto perentoria: "L'ora ègiunta. Venga lunedì con il treno delle quattro e mezzo. Manderò una macchina a prenderla alla stazione di Harrogate. Vida Winter". E' questo l'invito con cui Vida Winter, sfuggente e carismatica scrittrice alla fine dei suoi giorni, informa Margaret della sua investitura a propria biografa ufficiale. Dopo mille esitazioni - perché proprio lei? sarà all'altezza delle aspettative di una delle più grandi scrittrici viventi? - la giovane parte alla volta dell'isolata magione dell'anziana autrice, nelle campagne dello Yorkshire. Superate non solo le proprie resistenze ma anche le spigolosità della sua difficile interlocutrice, Margaret si accinge finalmente all'opera, rimanendo immediatamente stregata dalle vicende della singolare famiglia Angelfield e dalla sorte di un misterioso racconto che Vida Winter non ha mai voluto pubblicare...
"La tredicesima storia" dipana così davanti agli occhi del lettore non solo il tempestoso trascorrere di esistenze avvolte dal segreto, ma anche la complessa, intensissima amicizia tra due donne di differenti generazioni che, dietro la magica finzione del narrare, troveranno l'una nell'altra verità su se stesse a cui mai sarebbero potute arrivare da sole.



Postato da: eka / giovedì, 19 luglio 2007/ 20:42
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Dentro una stanza d'albergo, al centro esatto della città di Roma e a pochi passi dal Pantheon, una voce di donna racconta una storia, e la racconta rivolgendosi a un uomo. La donna si guarda allo specchio, esamina minuziosamente il proprio corpo, nudo. Da lí inizia la storia. E da un uomo che è lí, e poi non c'è piú, sembra essere slittato indietro nel tempo. Va e viene, come le immagini dei sogni. La storia che la donna racconta all'uomo è la storia di un amore, il loro, ma potrebbe benissimo essere un altro; sia l'amore, che l'uomo. Non ha importanza come si chiamino, quest'uomo e questa donna. Sono lí. In un eterno presente che è quello delle storie d'amore, di ogni storia d'amore. La storia viene ripercorsa in tutte le sue tappe, nella nascita della passione, nella voglia di lei di abdicare a se stessa donandosi a lui, e nella scoperta della violenza e del rifiuto, ma non in modo cronologico; come la struttura circolare del Pantheon, ogni storia d'amore è una storia di ripetizioni, e anche di altre storie, suggestioni, immagini, che si innestano alla linea principale e la fanno deviare. Un romanzo che sembra una confessione ma è impietoso come una geometria. Una educazione sentimentale per l'età che aveva rinunciato ai sentimenti.



Postato da: eka / giovedì, 19 luglio 2007/ 20:33
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È il primo anno di liceo. In classe si formano nuove amicizie, le prime complicità e le prime brucianti esclusioni. Hatsu, seduttiva e ribelle, osserva il suo compagno Ninagawa, il quale, non visto, sfoglia compulsivamente una rivista con le foto di una modella di cui è segretamente, ossessivamente innamorato. Gli sguardi alimentano il desiderio e i due ragazzi si scoprono presi in una storia che nasce come un'allegra schermaglia amorosa e si trasforma in un sentimento assoluto che finisce per escludere tutti gli altri. Con una scrittura ariosa e precisa, e un tocco di insolente ironia, la Wataya costruisce in modo magistrale un'educazione sentimentale tra due adolescenti persi nella loro ricerca di felicità.



Postato da: eka / giovedì, 19 luglio 2007/ 20:23
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La casa appena acquistata dal commissario Adamsberg è infestata dal fantasma di una monaca che alla fine del '700 sgozzava le sue vittime... Un'indagine che solleva il coperchio sull'odioso crimine di un'infermiera che ha ucciso 33 pazienti. Ma questo è solo l'inizio. Dopo essersi trasferito in una casa che dicono infestata dai fantasmi, Adamsberg indaga sull'uccisione di due addetti al mercato delle pulci. Secondo il medico legale l'omicida è una donna. Nel frattempo Claire Langevin, un'infermiera detta "l'angelo della morte" perché ha ammazzato trentatré anziani, uccide un guardiano e fugge dalla prigione. Si scopre che i due uomini, prima di morire, hanno profanato la tomba di una zitella morta in un incidente stradale. In Normandia, intanto, qualcuno si diverte a squartare dei cervi e ad estirparne il cuore. Un intreccio diabolico che mette il commissario di fronte a una verità che avrebbe preferito non conoscere mai.



Postato da: eka / giovedì, 19 luglio 2007/ 20:19
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Conservare bellezza e giovinezza a ogni costo, vivere in un infinito presente anche se il prezzo è un'infinita dannazione: la storia di Dorian Gray è probabilmente una delle più note che la letteratura abbia mai raccontato, e non c'è generazione di lettori che non si sia confrontata con la straordinaria favola per adulti scritta da Oscar Wilde. Una favola che intreccia personaggi, o meglio anime molto diverse tra di loro: da Dorian Gray, il dandy che espia il proprio edonismo con la vecchiaia, a Lord Henry, il cui spirito cinico e decadente richiama quello dello stesso Wilde. Ma proprio l'intrecciarsi di tante anime, insieme alla fortissima tensione narrativa, fa si che l'incanto del Ritratto resti intatto nonostante il passare del tempo.



Postato da: eka / giovedì, 19 luglio 2007/ 20:12
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Oskar, un newyorkese di nove anni a suo modo geniale, ama inventare singolari dispositivi. Inventa camicie di becchime per farsi trasportare in volo dagli uccelli in caso di emergenza, inventa un sistema di tubi collegato ai cuscini di tutti i letti di New York per raccogliere le lacrime di chi piange prima di dormire, riversarle nel laghetto del Central Park e mostrare ogni giorno il livello di sofferenza della sua città. A Oskar capita di piangere sul cuscino, da quando suo padre, complice di tanti giochi e invenzioni, è morto nell'attacco alle Torri Gemelle. E per non soccombere sotto il peso di un dolore così violento e nuovo, che grava sulla sua vita di bambino come un macigno, si aggrappa alle proprie risorse, cerca la forza nella sua fantasia e nella curiosità, più che nell'abbraccio di chi gli è rimasto. Un giorno, non troppo per caso, in un vaso azzurro trovato nell'armadio del padre scopre una busta che contiene una chiave. Sul retro della busta c'è una scritta: "Black". Che serratura apre quella chiave? E se Black è un nome, chi è Black? Per scoprirlo Oskar intende bussare alla porta di tutti i Mr e Mrs Black della città: forse uno di loro sa qualcosa, conosce un segreto che può farlo sentire più vicino al padre. E se il suo viaggio per i distretti di New York non gli riporterà chi se n'è andato per sempre, forse gli recherà altri doni, di certo gli restituirà inaspettatamente un passato lontano che ha sconvolto la vita dei suoi nonni paterni e di un'intera generazione: il passato dell'Europa devastata dalla seconda guerra mondiale.
A quasi quattro anni dall'attacco al World Trade Center, uno degli scrittori americani più giovani e promettenti ci offre il suo romanzo dell'11 settembre. La vicenda di questo ragazzino eccezionale e della sua famiglia farà sorridere, piangere, ridere, riflettere. Farà sentire ogni lettore parte di un dolore che va molto al di là della tragedia di Manhattan: è il dolore di tutte le vittime civili dei conflitti, di tutte le città attaccate, di tutti gli amanti che la guerra ha separato per sempre. New York diventa così l'immagine riflessa di Dresda sotto le bombe degli Alleati, di Hiroshima dopo la bomba atomica. E allo stesso modo, grazie al profondo senso di compassione che l'autore sa trasmettere, i sentimenti di Oskar sono quelli di ogni figlio che ha perso troppo presto il padre.



Postato da: eka / giovedì, 31 maggio 2007/ 22:04
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Gerusalemme, assedio babilonese del 586 a. C.: fuggendo attraverso un tunnel, il profeta Geremia porta in salvo l'Arca dell'Alleanza e la nasconde in una cavità del monte Horeb. Ritorna spaventato e sconvolto da una scoperta che sembra avergli cancellato il senno. Poi, scompare nel nulla... Medio Oriente, II millennio d.C.. Il professor William Blake, egittologo di fama mondiale, viene prelevato nel cuore della notte dagli emissari di una compagnia di scavi per esaminare una strana tomba egizia. E mentre lo scontro fra i terroristi palestinesi e il Mossad rischia di far esplodere la polveriera del Medio Oriente, Blake si trova davanti al più misterioso caso della sua vita. La tomba di un faraone nel deserto Paran, migliaia di chilometri lontano dal Nilo. Un'ipotesi sconvolgente che si fa strada nella sua mente, un'ipotesi che potrebbe far crollare i più sottili equilibri del mondo... Thriller magistrale e rompicapo archeologico, "Il faraone delle sabbie" inchioda il lettore a un'avventura estrema e misteriosa. Che non conosce, fino all'epilogo, un solo momento di pausa.



Postato da: eka / giovedì, 31 maggio 2007/ 21:59
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