BibliotEka
Sono stata via per un bel po'!! A dire la verità è passato quasi un anno.. ma ho le mie buone ragioni!! Innanzitutto ho abbandonato il mio vecchio pc per un portatile.. molto più comodo e il più grosso sbaglio è stato non annotarmi per bene tutte le mie password! Secondo motivo, ben più importante.. sono leggermente impegnata ad organizzare il mio matrimonio e a sistemare la mia futura casa!! Non vedo l'ora!! Beh a dire la verità manca pochissimo.. segnatevi questa data 25 Giugno 2008!!
Spero di poter riprendere al più presto con il mio blog! Perchè mi mancate da morire..voi e logicamente anche tutti i miei libri!!
Un bacione
Margaret Lea è una giovane libraia antiquaria che negli anni trascorsi con il padre tra pagine immortali e volumi sepolti dall'oblio, ha coltivato una quieta passione per le biografie letterarie in cui di tanto in tanto si cimenta. La sua prevedibile esistenza viene sconvolta un giorno da una lettera tanto enigmatica quanto perentoria: "L'ora ègiunta. Venga lunedì con il treno delle quattro e mezzo. Manderò una macchina a prenderla alla stazione di Harrogate. Vida Winter". E' questo l'invito con cui Vida Winter, sfuggente e carismatica scrittrice alla fine dei suoi giorni, informa Margaret della sua investitura a propria biografa ufficiale. Dopo mille esitazioni - perché proprio lei? sarà all'altezza delle aspettative di una delle più grandi scrittrici viventi? - la giovane parte alla volta dell'isolata magione dell'anziana autrice, nelle campagne dello Yorkshire. Superate non solo le proprie resistenze ma anche le spigolosità della sua difficile interlocutrice, Margaret si accinge finalmente all'opera, rimanendo immediatamente stregata dalle vicende della singolare famiglia Angelfield e dalla sorte di un misterioso racconto che Vida Winter non ha mai voluto pubblicare...
"La tredicesima storia" dipana così davanti agli occhi del lettore non solo il tempestoso trascorrere di esistenze avvolte dal segreto, ma anche la complessa, intensissima amicizia tra due donne di differenti generazioni che, dietro la magica finzione del narrare, troveranno l'una nell'altra verità su se stesse a cui mai sarebbero potute arrivare da sole.
Dentro una stanza d'albergo, al centro esatto della città di Roma e a pochi passi dal Pantheon, una voce di donna racconta una storia, e la racconta rivolgendosi a un uomo. La donna si guarda allo specchio, esamina minuziosamente il proprio corpo, nudo. Da lí inizia la storia. E da un uomo che è lí, e poi non c'è piú, sembra essere slittato indietro nel tempo. Va e viene, come le immagini dei sogni. La storia che la donna racconta all'uomo è la storia di un amore, il loro, ma potrebbe benissimo essere un altro; sia l'amore, che l'uomo. Non ha importanza come si chiamino, quest'uomo e questa donna. Sono lí. In un eterno presente che è quello delle storie d'amore, di ogni storia d'amore. La storia viene ripercorsa in tutte le sue tappe, nella nascita della passione, nella voglia di lei di abdicare a se stessa donandosi a lui, e nella scoperta della violenza e del rifiuto, ma non in modo cronologico; come la struttura circolare del Pantheon, ogni storia d'amore è una storia di ripetizioni, e anche di altre storie, suggestioni, immagini, che si innestano alla linea principale e la fanno deviare. Un romanzo che sembra una confessione ma è impietoso come una geometria. Una educazione sentimentale per l'età che aveva rinunciato ai sentimenti.
È il primo anno di liceo. In classe si formano nuove amicizie, le prime complicità e le prime brucianti esclusioni. Hatsu, seduttiva e ribelle, osserva il suo compagno Ninagawa, il quale, non visto, sfoglia compulsivamente una rivista con le foto di una modella di cui è segretamente, ossessivamente innamorato. Gli sguardi alimentano il desiderio e i due ragazzi si scoprono presi in una storia che nasce come un'allegra schermaglia amorosa e si trasforma in un sentimento assoluto che finisce per escludere tutti gli altri. Con una scrittura ariosa e precisa, e un tocco di insolente ironia, la Wataya costruisce in modo magistrale un'educazione sentimentale tra due adolescenti persi nella loro ricerca di felicità.
La casa appena acquistata dal commissario Adamsberg è infestata dal fantasma di una monaca che alla fine del '700 sgozzava le sue vittime... Un'indagine che solleva il coperchio sull'odioso crimine di un'infermiera che ha ucciso 33 pazienti. Ma questo è solo l'inizio. Dopo essersi trasferito in una casa che dicono infestata dai fantasmi, Adamsberg indaga sull'uccisione di due addetti al mercato delle pulci. Secondo il medico legale l'omicida è una donna. Nel frattempo Claire Langevin, un'infermiera detta "l'angelo della morte" perché ha ammazzato trentatré anziani, uccide un guardiano e fugge dalla prigione. Si scopre che i due uomini, prima di morire, hanno profanato la tomba di una zitella morta in un incidente stradale. In Normandia, intanto, qualcuno si diverte a squartare dei cervi e ad estirparne il cuore. Un intreccio diabolico che mette il commissario di fronte a una verità che avrebbe preferito non conoscere mai.
Conservare bellezza e giovinezza a ogni costo, vivere in un infinito presente anche se il prezzo è un'infinita dannazione: la storia di Dorian Gray è probabilmente una delle più note che la letteratura abbia mai raccontato, e non c'è generazione di lettori che non si sia confrontata con la straordinaria favola per adulti scritta da Oscar Wilde. Una favola che intreccia personaggi, o meglio anime molto diverse tra di loro: da Dorian Gray, il dandy che espia il proprio edonismo con la vecchiaia, a Lord Henry, il cui spirito cinico e decadente richiama quello dello stesso Wilde. Ma proprio l'intrecciarsi di tante anime, insieme alla fortissima tensione narrativa, fa si che l'incanto del Ritratto resti intatto nonostante il passare del tempo.
Oskar, un newyorkese di nove anni a suo modo geniale, ama inventare singolari dispositivi. Inventa camicie di becchime per farsi trasportare in volo dagli uccelli in caso di emergenza, inventa un sistema di tubi collegato ai cuscini di tutti i letti di New York per raccogliere le lacrime di chi piange prima di dormire, riversarle nel laghetto del Central Park e mostrare ogni giorno il livello di sofferenza della sua città. A Oskar capita di piangere sul cuscino, da quando suo padre, complice di tanti giochi e invenzioni, è morto nell'attacco alle Torri Gemelle. E per non soccombere sotto il peso di un dolore così violento e nuovo, che grava sulla sua vita di bambino come un macigno, si aggrappa alle proprie risorse, cerca la forza nella sua fantasia e nella curiosità, più che nell'abbraccio di chi gli è rimasto. Un giorno, non troppo per caso, in un vaso azzurro trovato nell'armadio del padre scopre una busta che contiene una chiave. Sul retro della busta c'è una scritta: "Black". Che serratura apre quella chiave? E se Black è un nome, chi è Black? Per scoprirlo Oskar intende bussare alla porta di tutti i Mr e Mrs Black della città: forse uno di loro sa qualcosa, conosce un segreto che può farlo sentire più vicino al padre. E se il suo viaggio per i distretti di New York non gli riporterà chi se n'è andato per sempre, forse gli recherà altri doni, di certo gli restituirà inaspettatamente un passato lontano che ha sconvolto la vita dei suoi nonni paterni e di un'intera generazione: il passato dell'Europa devastata dalla seconda guerra mondiale.
A quasi quattro anni dall'attacco al World Trade Center, uno degli scrittori americani più giovani e promettenti ci offre il suo romanzo dell'11 settembre. La vicenda di questo ragazzino eccezionale e della sua famiglia farà sorridere, piangere, ridere, riflettere. Farà sentire ogni lettore parte di un dolore che va molto al di là della tragedia di Manhattan: è il dolore di tutte le vittime civili dei conflitti, di tutte le città attaccate, di tutti gli amanti che la guerra ha separato per sempre. New York diventa così l'immagine riflessa di Dresda sotto le bombe degli Alleati, di Hiroshima dopo la bomba atomica. E allo stesso modo, grazie al profondo senso di compassione che l'autore sa trasmettere, i sentimenti di Oskar sono quelli di ogni figlio che ha perso troppo presto il padre.
Gerusalemme, assedio babilonese del 586 a. C.: fuggendo attraverso un tunnel, il profeta Geremia porta in salvo l'Arca dell'Alleanza e la nasconde in una cavità del monte Horeb. Ritorna spaventato e sconvolto da una scoperta che sembra avergli cancellato il senno. Poi, scompare nel nulla... Medio Oriente, II millennio d.C.. Il professor William Blake, egittologo di fama mondiale, viene prelevato nel cuore della notte dagli emissari di una compagnia di scavi per esaminare una strana tomba egizia. E mentre lo scontro fra i terroristi palestinesi e il Mossad rischia di far esplodere la polveriera del Medio Oriente, Blake si trova davanti al più misterioso caso della sua vita. La tomba di un faraone nel deserto Paran, migliaia di chilometri lontano dal Nilo. Un'ipotesi sconvolgente che si fa strada nella sua mente, un'ipotesi che potrebbe far crollare i più sottili equilibri del mondo... Thriller magistrale e rompicapo archeologico, "Il faraone delle sabbie" inchioda il lettore a un'avventura estrema e misteriosa. Che non conosce, fino all'epilogo, un solo momento di pausa.

Dall'ira di Achille ai funerali di Ettore: il primo e più famoso poema epico dell'umanità, che celebra eroi, battaglie, imprese valorose di un passato di smisurata e perduta grandezza. Ma non solo. L'Iliade è anche il poema dell'eterna contraddittorietà dell'uomo, il poema dell'inesorabilità del destino, il poema che più di tutti ha saputo legare la gloria alla morte, l'ira alla passione, l'immortalità alla fragilità umana.
E' un ragazzo gentile Tom Ripley, un giovane americano educato che cede il posto alle signore e ascolta con rispetto i consigli dei più anziani. Con gli amici è allegro, non ha eguali nell'imitare personaggi celebri. Copia abilmente anche le calligrafie, e falsificando assegni ricava la maggior parte delle sue entrate. D'altronde ama i vestiti di buon taglio, le cravatte di seta, i viaggi, e guadagna solo 200 dollari al mese. Poi la grande occasione: un ricco industriale gli chiede di riportare negli Stati Uniti il figlio che vive un esilio dorato in Italia. Tom raggiunge Dick Greenleaf sulla costa amalfitana, lo uccide e prende la sua identità. Per tirarsi fuori da situazioni pericolose è costretto ad uccidere ancora, sempre col sorriso sulle labbra, gentile e disponibile con tutti.. Il talento letterario e la capacità di introspezione psicologica di Patricia Highsmith hanno dato vita a un personaggio indimenticabile, un eroe negativo che avvince il lettore con il suo inquietante fascino.
Non potevo non segnalarvi questo libro.. purtroppo non l'ho ancora letto.. ma non vedo l'ora di farlo!!
Ebbene sì!! Oggi ho deciso di fare un po' di pubblicità ad un amico! Anche se ha già lasciato un commento nel blog, ho pensato di dedicargli un maggiore spazio!!
Quindi andate a curiosare sul sito del "Topo Oreste e la grande città"
Ai margini del Regno di Oz una donna di rara bellezza dà alla luce Elphaba, una creatura con la pelle verde e i denti da squalo. La piccola pare una maledizione, tanto che la bambinaia è tentata di sopprimerla. Con il tempo però cresce sana e forte, si conquista l'amore della madre e, reputata intelligente, viene mandata a studiare in una prestigiosa scuola del Regno. Qui Elphaba scopre che a Oz, sotto la dittatura del Mago, le cose non vanno affatto bene: la povertà imperversa e gli animali - persino quelli un tempo eletti, come la capra-professore che le insegna biologia - rischiano di diventare presto carne da macello. Appassionandosi alla loro causa e dimostrando di avere, oltre alla carnagione verde, anche un carattere ribelle e una tempra da guerriera, si lancia allora in un'epica e fantasmagorica crociata, che la vede mascondersi in un cupo eremo e sfrecciare nei cieli a cavallo di una scopa, impossessarsi del magico libro del "Grimmiere" e guidare in battaglia un drappello di animali contro l'esercito di Oz.
La storia di questo libro racconta di come la lettura, grazie alla segreta malia di una misteriosa, preziosissima valigia di libri occidentali proibiti, riesca a sottrarre due ragazzi, colpevoli soltanto di essere figli di "sporchi borghesi", a svariate torture e permetta anche a uno di loro di conquistare la "Piccola Sarta cinese". Così, pur vivendo in mezzo agli orrori della rieducazione, i due ragazzi e la Piccola Sarta scopriranno, in virtù di qualche goccia magica di Balzac, che esiste un mondo fatto di pura, avventurosa bellezza. Attraversando, nel frattempo, loro stessi rocambolesche avventure.
La storia è quella di un adulterio e di un delitto. I protagonisti, Thérèse e Laurent, lungi dall'assomigliare a due eroi romantici, sono attratti l'uno dall'altra in virtù dei loro opposti temperamenti, che si compensano vicendevolmente, con l'ineluttibilità di un fenomeno chimico. Il tradimento si consuma nella cornice ristretta di un ambiente piccolo borghese, in una Parigi quasi priva di connotati, senza riferimenti storici, un luogo 'neutro' che ben si attaglia ai personaggi opachi, animati da aspirazioni banali, che sullo sfondo assistono, ignari, allo svolgimento di un dramma. I due amanti, per assecondare la loro passione, non esitano a macchiarsi di un crimine; a questo punto però il racconto, pur mantenendo la sua impostazione realistica, pare quasi tingersi dei toni cupi di un romanzo gotico: lo spettro dell'assassinato sembra impossessarsi della vita dei suoi carnefici e precipitarla in un susseguirsi di allucinazioni, incubi, sospetti e accuse reciproche che li sospingono nella più infima abiezione. La loro esistenza assume caratteri via via più drammatici, al punto che più di un critico ha sottolineato l'analogia tra questa tragedia 'da camera' e il teatro classico.
Un grosso Quaderno Nero, di quelli usati per tenere i conti del latte da cagliare, giunge tra le mani di Mauro Corona. Porta in calce la data 1920 ed è firmato Severino Corona detto Zino. Il quaderno è consunto, le pagine appiccicate l'una all'altra, ma lentamente, con la punta del temperino infilata tra foglio e foglio, Mauro Corona riesce ad aprirlo e a decifrarlo.
Ciò che nel quaderno è scritto, in calligrafia appena leggibile, è la confessione di un uomo, Zino, che il destino o la vendetta della strega Melissa ha spinto, contro la sua volontà, sulla via della perdizione. Nella solitudine, tra le pietre e la neve, i branchi di capre e i campi di fieno sui fianchi dei monti che sovrastano il Vajont, la voglia di sesso è il demone scatenante che fa nascere storie di violenza e di morte. Così è la voglia sfrenata, fino alla follia e all'istigazione al delitto, che prende la moglie di Raggio, il più caro amico di Zino. Maledizione di Melissa, la strega della caverna assassinata e gettata in foibe dai falciatori; colpa della brama di vivere dove vivere non si può se non secondo le immutabili leggi di una natura atavica e selvaggia che non concede nulla se non a prezzo di fatica e dolore.
Mauro Corona ci dà finalmente il romanzo atteso, la cronaca non più della sua vita, ma la storia di Raggio e di Zino, di Maddalena Mora e di Neve, la bambina di ghiaccio, di tutti coloro che lassù, sui monti di Erto, lo hanno preceduto. L'ombra del bastone è un "Malavoglia" friulano di lotta perduta contro il destino, così la voglia di femmina, folle di sesso e di dolore, è una "Lupa" che sa di fieno e latte cagliato.
Mauro Corona, affascinato dalla storia del Quaderno Nero, ne conserva il linguaggio naturale, duro e carezzevole, talora stravolto, dove ferocia e pietà sono le due facce di quella stessa moneta gobba che è la vita distorta da una povertà atavica impastata di fatica, di sangue, di sesso, di stregoneria; di oscure potenze racchiuse da sempre nelle cose, negli alberi, nelle rocce, nelle esistenze di maschi e femmine bruciate da un fuoco inestinguibile o pietrificate dal gelo. La vita presa a morsi come una forma di pane duro. Saggezza e follie antiche come le montagne camminano insieme, orfane che mettono paura. La vita è un dono, la morte la norma che si annuncia con quel bastone che riappare, fantasma in cerca di vendetta, appeso a un muro di osteria dopo aver attraversato, lordo di sangue, il ventre stesso della terra.
Ma, luminosa come un lucignolo nel buio assoluto, si affaccia la storia della piccola Neve, dove il male si trasforma in bene, la bambina che non sentiva il freddo e che si scioglierà come ghiaccio al sole: poche gocce d'acqua, conservate in una bottiglia posta ancora oggi sulla mensola del camino di Mauro Corona.
Oceane, dopo aver svolto diversi lavori più o meno sordidi (il peggiore in assoluto è stato quello di performer in un live sex show a Barcellona) ha fatto un po' di soldi con un colpo di fortuna come designer di computer grafica. Le piace viaggiare, ma non le piace uscire di casa, anzi in realtà non esce mai di casa. La soluzione per lei è di portarsi il mondo nel suo appartamento (nella parte sud di Londra), utilizzando la tv satellitare, Internet e alcuni stranieri di passaggio. Tutto va abbastanza bene finché non comincia a ricevere delle lettere da un ex, ex nel senso che è morto anni e anni prima. Oceane, avvalendosi dei servigi di Audley, mercenario fallito e proprietario di un'agenzia per il recupero crediti non esattamente impeccabile, si trova a dover fare ricerche per il mondo al fine di capire il suo passato. Il nuovo romanzo di Tibor Fischer ha diverse ascendenze letterarie illustri (da "Robinson Crusoe" a "CéIine", da "L'isola del tesoro" a "De Maistre", etc.) ma affonda le sue radici nelle nuove assurdità e angosce del XXI secolo: si passa dal mondo dei sex club catalani alla guerra nella ex Iugoslavia, per approdare ad atolli lontani e pericolosissimi. "Viaggio al termine di una stanza" è un Tibor Fischer d'annata: una meditazione sulfurea e spassosa su un mondo retto dal caso e dalle sue beffe, su quello che possiamo sperare di comprendere (poco o niente), sugli aspetti del male oggi e sul perché il Consiglio Comunale di Lambeth sia una fogna. Un libro molto divertente sul male, sul bene, sul ketchup.
Ciao a tutti!!
Volevo solo dirvi che sto creando il mio spazio personale su My Space.. se qualcuno volesse venirmi a trovare questo è l'indirizzo http://www.myspace.com/174043545
Per il momento non c'è granchè.. solo qualche mia foto!
Un bacione e buon week end a tutti!
Per tutti i commercianti della place du Vieux-Marché, il proprietario della piccola libreria d'occasione era sempre stato "il signor Jonas"; e nessuno gli aveva mai dato del tu, anche se era cresciuto lì, sulla piazza, ed era andato a scuola con loro. Anche se, dopo aver frequentato un buon liceo a Parigi, aveva deciso di tornare a vivere in quella piazza dove tutti lo conoscevano - e dove lui si sentiva a casa sua. "Era un mondo nel quale si era fatto una sua cuccia, e in quel mondo un giorno era entrata Gina, ancheggiando e portandosi dietro un caldo odore di ascelle". E lui, nonostante la sua pessima reputazione, se l'era sposata: Gina Palestri, la più bella ragazza del mercato, la più appariscente, la figlia della fruttivendola italiana. Cercando di darle, se non la felicità, almeno una quieta serenità. Le aveva sempre perdonato tutto: il suo disordine, la sua infingardaggine e le sue infedeltà. E adesso le perdonava anche di essersi dileguata nel nulla, una notte, sottraendogli l'unica cosa preziosa che lui possedesse: i suoi "mostri", i suoi rarissimi esemplari di francobolli. Dopo la sua partenza, Jonas era stato preso da una sorta di vertigine. Per questo aveva cominciato a mentire. E per questo tutti, in place du Vieux-Marché, avevano cominciato a sospettare che fosse stato lui, il piccolo ebreo arrivato da una lontana cittadina russa, a farla sparire.
Scusate.. sono stata assente per un po' dal blog ed effettivamente è tantissimo tempo che non lo aggiorno!! Purtroppo sono impegnatissima tra il lavoro e la casa nuova (finalmente!!) da arredare!!
Non vi preoccupate.. presto tornerò ad inserire qualche nuovo libro.. nel frattempo vi mando un grande bacio!!
Eka
A dire il vero, il mestiere che aveva sempre sognato non esisteva. Da ragazzo, al paese, aveva come l'impressione che un sacco di gente non fosse al posto suo, o prendesse una strada sbagliata unicamente perchè non aveva le idee chiare. E immaginava un uomo di infinita saggezza, e soprattutto di infinita perspicacia, al tempo stesso medico e sacerdote, un uomo in grado di intuire con un'occhiata il destino delle persone. Un uomo da consultare come si consulta un medico. Una specie di accomodatore di destini. E non solo perchè intelligente - forse non aveva neanche bisogno di un'intelligenza eccezzionale -, ma perchè capace di vivere la vita di chiunque, di mettersi nei panni di chiunque. Maigret non aveva mai parlato di questo con nessuno. Nè osava pensarci troppo seriamente per paura di sentirsi ridicolo. Non potendo portare a termine gli studi di medicina, era comunque entrato nella polizia, per caso. Ma era stato poi veramente un caso? E i poliziotti non sono qualche volta proprio degli accomodatori di destini?